La centrale a biomasse di Magnano in Riviera

Dopo la vicenda della centrale a biomasse di Tarcento conclusa con la marcia indietro del sindaco Pinosa ottenuta grazie al coinvolgimento della popolazione, sostenuta dalle forze politiche di opposizione e da parte della maggioranza sulle problematiche ambientali, ecologiche ed economiche del progetto, mi sembra il caso di evidenziare analogie e differenze con il progetto della vicina centrale di Magnano in Riviera. In ambedue i casi si tratta di progetti per una centrale a biomasse per la produzione di energia elettrica : 1,2 MW elettrici a Magnano, 10 MW elettrici a Tarcento che corrispondono rispettivamente a 5 MW e 44,5 MW termici. L’ energia termica del combustibile viene trasformata in energia elettrica con un rendimento minore del 25%, il resto rimane disponibile tutto l’anno sotto forma di calore ( come utilizzarlo, soprattutto d’estate ? ).In ambedue i casi la conformazione del territorio è quella di un catino tra i monti e le colline moreniche ( Segnacco, Collerumiz, zona Green Hotel, ecc. ) con gli stessi problemi ecologici ed ambientali ( stagnazione dei fumi, emissione di polveri sottili, ecc ).In ambedue i casi l’approvvigionamento di combustibile di origine vegetale, viene fatto fuori dall’area di utilizzo ( la CO2 accumulata dal legname fuori zona viene concentrata nell’area della centrale ).Infine, sia Pinosa che Steccati hanno minimizzato il problema evitando qualsiasi informazione  e qualsiasi confronto pubblico preventivo sull’argomento.Si dirà che le potenze sono diverse ma bisogna aspettare la presentazione ufficiale del progetto ( la centrale di Tarcento inizialmente prevedeva ‘solo’ 21 MW di potenza ). Inoltre il progetto di Tarcento prevedeva di utilizzare il calore per il teleriscaldamento mentre il progetto noto di Magnano proposto da una impresa privata per uso proprio, prevede un utilizzo marginale del calore residuo. L’ ultima differenza : per l’impianto di Tarcento il progetto doveva essere autorizzato dalla Provincia ( impianti fino a 50 MW ) mentre a Magnano l’autorizzazione potrà essere data dal Comune ( fino a 10 MW ). Che sia il caso di discuterne prima di trovarsi davanti al fatto compiuto ?

3 Responses to “La centrale a biomasse di Magnano in Riviera”


  1. 1 Roland

    Credo che la recente questione della centrale a biomasse di Tarcento, rapportandola anche alla realtà di Magnano, possa costituire un’ottima occasione per alcuni spunti di riflessione riguardo il ruolo che dovrebbe avere il Partito Democratico di Magnano.
    C’è da notare innanzitutto una certa ingenuità o inesperienza, per usare degli eufemismi, da parte delle Amministrazioni di entrambi i Comuni (enormemente più grave la mancanza da questo punto di vista della Giunta di Tarcento) che attratti dalla possibilità di un investimento all’avanguardia, dai susseguenti contributi pubblici, da seducenti vantaggi economici e da un presunto ritorno di immagine, forse si sono lasciati trasportare da idee e progetti non ben definiti senza coinvolgere né formalmente né informalmente la popolazione e il Consiglio Comunale.
    Per quanto riguarda Tarcento ritengo sacrosanta la ferma e dura protesta delle opposizioni e del comitato per il no (ai quali mi pare si sia aggiunta la Lega Nord) per il metodo adottato dal Sindaco Pinosa e dall’Assessore Premoselli. Non coinvolgere nessuno per un anno, con la convinzione di avere già scelto la migliore delle soluzioni, significa aver dimenticato il significato di democrazia. Va bene la concretezza e la sburocratizzazione, ma scelte di tale portata necessitano venga seguito passo dopo passo un iter che garantisca e tuteli tutto e tutti.
    A Magnano invece mi pare che l’iter forse si sia interrotto ancor prima di cominciare. Forse il Sindaco si sarà reso conto di aver agito frettolosamente. Penso che far notare all’Amministrazione Steccati come per questioni così delicate le partenze in quarta siano sbagliate sia stato doveroso.
    Sui dati tecnici non ho alcuna competenza per addentrarmi in ragionamenti specifici però mi pare che in campagna elettorale, come premessa all’argomento centrali a biomasse, il Partito Democratico abbia chiarito di non essere in linea generale contrario a progetti di questo tipo anche se a determinate condizioni.
    Orbene, soprattutto in un contesto dove il riconoscimento è tutto da conquistare e da costruire sarebbero necessarie delle idee propositive.
    Dire di non essere contrari significa anche essere favorevoli. Mi chiedo allora come mai il Partito Democratico non abbia mai pensato di organizzare, invitando anche l’Amministrazione comunale oltre alla popolazione, un incontro dibattito con Piergiorgio Domenis esponente del PD, Sindaco di Pulfero Comune che recentemente è stato insignito della Bandiera Verde da parte di Legambiente per la realizzazione di un impianto gioiello a biomasse della potenza di 348 kw e dal consumo annuale di circa 3.500 quintali di legno cippato. Nell’incontro si sarebbe potuto chiedere a Domenis quale iter è stato seguito per la progettazione dell’impianto, quali sono i suoi vantaggi, quali sono i suoi costi. E nell’incontro ci si sarebbe potuti chiedere se un impianto gioiello del genere potrebbe essere realizzato anche nel Comune di Magnano o in autonomia grazie ai contributi pubblici o trovando qualche imprenditore virtuoso pronto a sposare un progetto del genere. Chissà, magari un imprenditore virtuoso che potrebbe utilizzare i capannoni di stabilimenti fermi da anni vicini agli impianti sportivi e poco distanti in linea d’aria dal centro di Magnano…
    Mi fermo ai puntini di sospensione per non essere accusato di utopia e per ricordare che lanciare le idee, i progetti e le proposte pratiche è certamente impegnativo e difficile ma è una strada che porta sicuramente a un maggior riconoscimento rispetto a quella che vede prevalere le reazioni alle idee degli altri solitamente con frasi del tipo “saremmo contrari, non siamo del tutto favorevoli, siamo favorevoli però, non capiamo bene il perché, si ma a determinate condizioni, vorremmo vedere meglio il progetto”.

  2. 2 FRANCO REGHIN

    Sono un ex consigliere PD della maggioranza del Copmune di Vinovo che nella passata amministrazione ha approvato la realizzazione di un impianto a biomassa.
    Da noi è successo di peggio, oltre alla mancata consultazione e/o coinvolgimento della popolazione (Sindaco uscente PD con maggioranza di Centro Sinistra), quindi approvato in Consiglio Comunale il progetto, oggi lo stesso Sindaco rieletto a furor di popolo (oltre il 65% di preferenze) ha proposto la votazione contraria alla realizzazione di detta Centrale, va da se che il caos che sta regnando all’interno del PD (meglio non parlare di primarie !!!) si riflette anche nella politica amministrativa, non solo, ma questo Sindaco chiede al PD locale di appoggiare la retromarcia, senza proporre alcuna consultazione.

    Franco Reghin, appartenente ad un gruppo che dice di rappresentare il PD.

  3. 3 dante

    contattate la sezione pd di mafalda-cb perchè hanno un’idea molto diversa dalla vostra

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